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Alfio Quarteroni

Giovedì 11 gennaio la casa editrice Zanichelli ha portato al Museo dei Campionissimi Alfio Quarteroni, uno fra i più poliedrici matematici al mondo, docente presso il Politecnico di Milano e di Losanna, per incontrare gli alunni del Liceo Amaldi. Quarteroni ha applicato la matematica ai campi più svariati: dallo sport all’ingegneria navale, dall’aeronautica alla geologia, dalla biomeccanica alla medicina. Ha ricevuto importantissimi riconoscimenti: la Cattedra Galileiana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, il premio Galileo Galilei per le scienze, numerosi finanziamenti (Advanced Grant) da parte del "Consiglio Europeo per la Ricerca" per i suoi progetti.

Ciò che ci ha colpito, in un personaggio di questa importanza, è stata la capacità di spiegarci con estrema semplicità parte di ciò che costituisce il suo lavoro di ricerca, e la sua disponibilità ad ascoltarci e a darci consigli semplici e concreti. L’altro aspetto che ci ha affascinato moltissimo, è stato capire come, per analizzare qualsiasi fenomeno da un punto di vista matematico, il ricercatore debba conoscere a fondo l’oggetto del suo studio.

Ci ha parlato dei molti ambiti a noi vicini in cui vengono usualmente applicati modelli matematici per analizzare i problemi, trovare le soluzioni migliori, ottimizzare gli interventi: nei motori di ricerca sul web (che in brevissimo tempo sono in grado di fornire i contenuti più appropriati selezionandoli fra circa un miliardo di pagine web), nelle previsioni meteo e nello studio di dinamiche preda-predatore in popolazioni animali, giungendo perfino a contare e determinare il numero di striature sul manto di un determinato animale. Ha parlato dello studio condotto dal suo team per la verifica statica di strutture importanti come il Colosseo, o il ponte ferroviario di Acquasanta (Liguria), attraverso sollecitazioni simulate che ne evidenzino i punti deboli in caso di terremoto.

In ambito sportivo ha parlato di “Alinghi”, la barca a vela per due volte vincitrice dell’America’s Cup per la Svizzera (Paese senza mare!), per la quale ha ricevuto una Laurea Honoris Causa in ingegneria navale dall’Università di Trieste, il cui progetto si è basato sui modelli matematici sviluppati dal suo team, in particolare nello studio di efficienza delle vele, per arrivare a triplicare la stimolo del vento, e della chiglia (progettata prendendo come spunto le ali e la fusoliera di un aereo) nel fendere al meglio l’acqua. Ha raccontato lo studio sull’efficienza dei costumi indossati dai nuotatori olimpici, ispirati alla pelle rugosa dello squalo, efficacissima per scivolare all’interno di un fluido come l’acqua. Questi costumi sono stati banditi dalle Olimpiadi a partire dal 2012, perché risultavano troppo efficienti! Inoltre ha parlato dei modelli di ottimizzazione applicati agli sport di squadra sia per quanto riguarda l’azione di gioco del singolo giocatore, che per l’organizzazione della squadra nel suo complesso (utilizzati, ad esempio, dalla Nazionale italiana di Pallavolo).

Nel finale ha illustrato il progetto a cui si sta dedicando attualmente, “iHEART": un modello matematico con cui analizzare e rappresentare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio in tutti i suoi aspetti, meccanico, fluidodinamico, elettrico. Tutto questo nella prospettiva di arrivare ad effettuare previsioni e diagnosi accurate sui pazienti, evitando esami estremamente invasivi.

E’ stato davvero stupefacente capire come la matematica possa davvero diventare strumento formidabile per creare modelli della realtà incredibilmente utili a tanti aspetti della nostra vita, tanto più efficaci quanto più, chi li crea, cerca un dialogo costante tra la sua analisi teorica e il fenomeno oggetto di studio. Come già aveva capito Galileo, impegnato a comprendere il linguaggio dell’Universo.


Pubblicata il 15 gennaio 2018

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