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La notte del Classico

Filoxenìa

la notte nazionale del classico del liceo “Amaldi” nel segno dell'ospitalità

Poltrone completamente occupate e diversi spettatori in piedi: un successo straordinario per la seconda edizione della notte del classico del Liceo “Amaldi-Doria”, che ha unito ragazzi, genitori e appassionati in una serata all'insegna della condivisione e della bellezza. Una bellezza che ha preso numerose forme: a partire dal palato, grazie al buffet greco allestito dalle mamme nel foyer del teatro Giacometti, a quella delle note suonate dal vivo dai giovani studenti, per poi giungere a quella avvolgente della dimensione teatrale. Una notte che sapeva innanzi tutto di gioia e di entusiasmo, irradiato dai ragazzi che hanno partecipato numerosissimi a questa festa. Tutti hanno messo in gioco le loro abilità nello sport e nell'arte: il benvenuto è stato dato dal violoncello di Umberto Simonassi e dal clarinetto di Melania Ricci, insieme a una spassosa commedia inscenata dagli studenti del laboratorio teatrale Officina Mercuzio, i cui protagonisti erano niente meno che i filosofi Platone e Socrate che finiscono per darle di santa ragione a un viscido impostore.

La festa si è poi spostata sul palcoscenico, dove è stato reso omaggio a un grande ex studente del liceo classico Doria, l'ingegnere Giulio Campastro, scomparso lo scorso agosto. Le note del pianista ed ex studente Umberto Ruboni hanno poi introdotto l'inizio dello spettacolo, Filoxenìa, alle prese con il tema più dibattuto della nostra politica, l'ospitalità. E dichiaratamente politico ha voluto essere questo intervento, che ha unito il monologo sulla condizione di straniero della Medea di Sofocle a brani delle Supplici di Eschilo, la tragedia delle cinquanta rifugiate politiche che chiedono accoglienza ad Argo. Non sono mancati i densi contributi di due ospiti d'eccezione, gli attori Laura Gualtieri e Marco Gobetti, e grazie alla conclusione con una sequenza tratta dai Promessi Sposi è stata affidata ai classici la parola su un tema affrontato troppe volte dal punto di vista economico e raramente da quello umano.

La musica ha continuato ad arricchire la serata grazie Francesco Caccia alla chitarra, Daniele Zigrino alla tromba e Carolina Pilotti al pianoforte. Giorgia Perfumo si è cimentata in un'intensa canzone di Jovanotti, le tasche piene di sassi, accompagnata da Tommaso Orione, mentre Natalia Viani è stata protagonista di una performance di ginnastica artistica che interpretava la poesia adrianea animula vagula blandula.

L'ex studente nonché conduttore della serata Alessandro Tacchino ha poi intervistato un'eccellenza del liceo classico, Ilaria Gian, che a soli 18 anni ha vinto un concorso nazionale con il suo secondo libro, Trapped.

A lei, e a tutti gli altri studenti che vivono la scuola come un laboratorio di crescita e di divertimento, questa serata lascerà un ricordo meraviglioso, un “possesso perenne” custodito nel profondo: il sapere va ben al di là delle mura delle aule scolastiche, basta saperlo accogliere.

Alice Chirivì (ex alunna del liceo classico “Amaldi-Doria”)divisore

“Ma questo è un ramingo infelice qui giunto e di lui si deve aver cura: stranieri e mendichi sono tutti mandati da Zeus”. Sono queste le parole rivolte dalla principessa Nausicaa alle proprie ancelle, in riferimento al naufrago appena giunto sulla loro isola, che in seguito si rivelerà essere Ulisse. Il valore dei classici, si sa, sta nella loro perpetua attualità, che li rende capaci di offrire agli uomini di ogni tempo e di ogni luogo risposte alternative, ma sempre legittime, ai loro interrogativi sul presente.

La questione dell’accoglienza dello straniero è una delle più controverse sulla scena del dibattito internazionale, alla quale anche la nostra scuola ha voluto dedicare spazi di riflessione e approfondimento: nel mese di novembre c’è stato l’incontro con l’attore Giorgio Scaramuzzino, in seguito alla visione del suo spettacolo “Razza di Italiani”, riguardante l’odio razziale in Italia durante il ventennio fascista; a breve si terrà nella nostra Aula Magna la lezione recitata dell’attore Andrea Caimmi “Enea profugo”; è infine prevista per il prossimo maggio la rappresentazione al Festival dei giovani del Teatro greco di Palazzolo Acreide della tragedia di Eschilo “Le supplici”, che coinvolge i ragazzi del laboratorio teatrale scolastico.

Non poteva quindi che essere la filoxenia, l’amore, la cura, il rispetto per lo straniero, il tema cui dedicare la nostra seconda edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, una manifestazione ideata nel 2015 da Rocco Schembra, docente di lingue classiche presso il Liceo “Gulli e Pennisi” di Acireale. Il Liceo “E. Amaldi” ha aderito anche quest’anno all’iniziativa, unendosi ai 432 licei classici italiani che in contemporanea apriranno le loro porte per mostrare la bellezza e la modernità di “un passato che non passa”, mediante contributi di vario genere.

Quanto alla nostra proposta, nella sera di venerdì 11 gennaio a partire dalle ore 19, la cittadinanza è invitata ad assistere presso il teatro “Paolo Giacometti” allo spettacolo Filoxenia, a cura del Laboratorio Teatrale del Liceo “Officina Mercuzio”. Il confronto con i classici è non solo legittimo, ma si direbbe imprescindibile anche quando ci si trovi di fronte a problemi contemporanei. Il confronto però non deve scadere nella sterile e inconcludente celebrazione del passato, ma piuttosto configurarsi come dialogo attivo e incessante con l’eredità classica. Si tratta in realtà di una interazione a cui ogni uomo, in quanto appartenente al genere umano, è chiamato a partecipare, come avranno modo di dimostrare i tanti giovani che in questa interazione hanno investito un lustro della propria vita, sempre pronti a testimoniarne l’importanza e l’urgenza. Ad aiutarli ci saranno, ospiti d’onore, il pianista Umberto Ruboni, ex alunno del Classico, e gli attori Marco Gobetti e Laura Gualtieri.

Si ricorda che la serata è dedicata alla memoria dell’ingegnere novese Giulio Campastro, scomparso prematuramente lo scorso agosto durante la scalata di una delle Tre Cime di Lavaredo.

Gabriele Bonini, 4° Liceo Classico


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