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Festival del classico

Che senso può ancora avere la Letteratura?

 

Oggi si potrebbe pensare che la letteratura e l'amore per la classicità non appartengano più ad una società che tende essenzialmente a conferire importanza all'utile materiale e non alla crescita spirituale dell’individuo.

C’è per esempio chi ritiene sia ormai superato l'utilizzo di manuali cartacei a vantaggio di quelli digitali e che il modus operandi tradizionale dei docenti non favorisca l'apprendimento delle discipline letterarie da parte dei ragazzi.

Il saggista Claudio Giunta è convinto che insegnare letteratura secondo un criterio puramente cronologico limiti l'istruzione a un sapere enciclopedico e puramente nozionistico; a suo avviso bisognerebbe invece guidare gli alunni in un percorso di conoscenza e amore per le discipline letterarie più snello, con sacrifici importanti, tra i quali lo studio triennale della “Divina Commedia” in favore di uno quadrimestrale.

A contrario, altri illustri professori - come Luciano Canfora - tutelano e favoriscono lo studio della cronologia letteraria, ritenendola indispensabile per lo sviluppo dell'individuo nel suo amore per il sapere.

Gli alunni della sezione Classica del Liceo “Edoardo Amaldi” di Novi Ligure nei giorni 17 e 18 ottobre 2019 hanno avuto l'occasione di misurarsi non solo con questa complessa questione, ma anche con altre, poste e proposte nelle diverse conferenze della seconda edizione del Festival del Classico di Torino.

Festival del classico 19

Grazie agli interventi di letterati e filosofi - come Luciano Canfora, Massimo Cacciari e Moni Ovadia - i vari temi sono stati affrontati sotto un aspetto filologico e filosofico, il che ha permesso agli studenti di elaborare una propria opinione sul modello dell'uno o dell'altro metodo di indagine.

La consapevolezza dell’importanza del sapere e della ricerca della verità risulta ancora saldamente radicata nella nostra società, nonostante fioriscano da ogni parte diversi suoi nemici. Su tutto ci consola il fatto che se una grande città come Torino è disposta a concedere i suoi spazi alla costruzione e alla diffusione della conoscenza, significa che essa è ancora uno dei valori fondamentali e ontologicamente indispensabili per l'uomo.

"Corrono ragazzo tutti invano, tu rallenta il passo e guarda piano" ammonisce Roberto Vecchioni in una delle ultime sue più belle canzoni.

Clarissa Cascardo

Beatrice Bottiero

(Classe 3^ALC)


Pubblicata il 02 novembre 2019

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